I SEGRETI DEL COLLEZIONISTA
Come riconoscere una banconota falsa
di CLAUDIO GIACCHETTI



La contraffazione di banconote in corso legale è¨ un fenomeno antico, combattuto da sempre dalle autorità monetarie con vari metodi, quali ad esempio l'inserimento nei disegni di particolari complessi e di difficile riproduzione, o di elementi interni alla carta stessa come la filigrana o il filo di sicurezza. Quella che è una vera e propria gara di velocità  e di abilità  tra i tecnici delle Banche Centrali e i falsari, ha conosciuto nel tempo alterne vicende, costringendo a volte le autorità stesse a mettere fuori corso una banconota troppo ben falsificata.
Dai tempi in cui Totò, nel film "La banda degli onesti", si cimentava con una attrezzatura approssimativa alla riproduzione del famoso "lenzuolo" da diecimila lire, vere e proprie industrie del crimine sono riuscite, avvalendosi di modernissime tecniche di scansione ed al laser, ad arrivare ad una quasi perfetta riproduzione di cartamoneta in grado di ingannare facilmente il pubblico e a volte anche gli stessi operatori bancari. In certi casi alcuni "artisti" hanno ottenuto risultati eccellenti e solo per alcune piccolissime imperfezioni le loro opere differivano dagli originali. E' famoso ad esempio il caso del biglietto da 500 franchi dove c'era un errore d'ortografia (probabilmente il falsario non sapeva bene il francese!).
In Italia, nella banconota da 50.000 "Volto di Donna" l'anonimo riproduttore ha addirittura "corretto" una piccola imperfezione, particolare per cui si poteva però riconoscere immediatamente la falsificazione (vedi foto in alto).
Risulta quindi abbastanza problematico per i collezionisti, sicuramente grandi appassionati, ma non sempre esperti conoscitori di ogni banconota, saper distinguerne l'autenticità rispetto ai cosiddetti "falsi d'epoca" i quali, pur ricercati da un dignitoso numero di cultori, non raggiungono certo le quotazioni delle banconote autentiche corrispondenti.
Anche l'euro, nonostante sia un vero e proprio concentrato di tecnologia, frutto delle esperienze antifalsificazione di tutte le Banche Centrali europee, già dopo pochi mesi dalla nascita è stato oggetto dei primi tentativi di contraffazione. Certamente i casi finora esaminati dagli esperti della Banca d'Italia non impensieriscono gli addetti ai lavori, ma presso il grande pubblico possono ingannare almeno i più disattenti, complice anche la fretta e l'abitudine tutta italiana a non esaminare abbastanza attentamente il denaro!
Nelle nuove banconote in euro sono stati inseriti molti elementi di sicurezza, dai caratteri in microscrittura alle filigrane interne alla carta, dal filo di sicurezza, alle vernici a colore cangiante fino agli ologrammi che, almeno per il nostro paese, rappresentano una novità. Tutti questi elementi opportunamente controllati fanno sì che gli attuali falsi in circolazione non potranno mai ingannare un cassiere esperto, nè tanto meno una delle apparecchiature automatiche di cui le banche si servono per controllare grandi quantità di banconote, ma quali sono gli accorgimenti che possono essere utili a tutti per riconoscere "al volo" un biglietto autentico e non farsi quindi abbindolare dai soliti furbi?

Ecco alcuni suggerimenti utili:

1) la carta non deve essere troppo liscia o floscia, il biglietto autentico ha una particolare ruvidità e deve essere "frusciante", non accettate banconote particolarmente logore con il disegno sbiadito o sfuocato (queste debbono essere portate in banca per il cambio, non possono essere usate nei pagamenti!)
2) l'ologramma (sia a placca o a striscia) deve mostrare in maniera nitida i cambi di immagine a seconda del movimento della banconota, se l'immagine è confusa o non cambia bisogna stare all'erta. Passate leggermente un dito sulla placca o sulla striscia, esse non devono essere in rilievo come un adesivo incollato sulla carta, ma perfettamente inserite nella stessa.
3) Nei biglietti di grosso taglio (dal 50 in su) la cifra in basso a destra nel retro della banconota è scritta con una vernice speciale che cambia colore dal rosso al marrone dorato a seconda dei movimenti. Se il colore rimane rosso dovete dubitare fortemente della sua autenticità.
4) Nei biglietti di piccolo taglio (fino al 20) è presente invece una striscia con riflessi dorati al centro della banconota, sempre sul retro, anche questa deve cambiare luminosità col movimento. Nelle banconote false, questa è totalmente assente.
5) Le falsificazioni attualmente sono concentrate sui biglietti da 20 e da 50 euro, ma non date per scontato che gli altri tagli ne siano esenti; prendete in banca alcune banconote sicuramente autentiche e perdete qualche minuto ad esaminarle attentamente guardandole, toccandole e muovendole: conoscerle bene vi aiuterà molto ad individuarne eventuali false!
6) Se vi capita di accettare in pagamento banconote da 200 o 500 euro controllate anche la serie di lineette che sono state inserite in questi due grossi tagli per facilitarne il riconoscimento da parte dei non vedenti. Esse sono eseguite con la tecnica della calcografia, passandoci sopra con le dita dovete sentirne il rilievo.
7) Se avete dubbi su una vostra banconota, non tentate di spenderla, portatela nella vostra banca e chiedetene il cambio. Qualora il cassiere abbia sospetti sull'autenticità, ve la ritirerà dandovene ricevuta, per il successivo esame tecnico presso gli organi competenti della Banca d'Italia. In nessun caso la banconota deve essere tagliata o distrutta. Anche le Poste e gli altri operatori finanziari devono attenersi a queste disposizioni.

Per scrivere a Claudio Giacchetti inviate una email all'indirizzo clang@interfree.it>



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