BANCONOTE
Come mai l'euro non è pagabile a vista?
di GUIDO CRAPANZANO



Su tutti i biglietti della Banca dâ'Italia, circolati nel nostro Paese dal 1896 sino al 2002, possiamo leggere: PAGABILI A VISTA AL PORTATORE. Con l'Euro, questa frase è scomparsa. Viene da chiedersi: perché le Eurobanconote non sono più pagabili a vista? E ancora: perché, nel passaggio dalla lira all'Euro, il portatore ha perso il diritto di essere pagato? Per rispondere a queste domande è necessario fare qualche passo indietro.

All'origine, e per oltre duemila anni, il denaro ha avuto un valore intrinseco, rappresentato dal contenuto metallico della moneta. L'introduzione della cartamoneta ha comportato un cambiamento straordinario, la trasformazione della carta in oro. Ma con quale strumento poteva essere realizzato un simile cambiamento? Lo strumento usato fu la fiducia. All'inizio del XVIII secolo, quando la circolazione della cartamoneta cominciò a diffondersi, sulle banconote era chiaramente scritto che queste erano cambiabili, a vista, in monete d'oro o d'argento. I Governi, gli Stati o le banche, che emettevano la moneta cartacea, garantivano pure la sua convertibilità - ossia il pagamento a vista - con depositi vincolati di metalli preziosi o con la garanzia dei propri beni. La storia ci ricorda, però, che queste banconote altro non erano che promesse di pagamento: sarebbe bastata una rivoluzione, o la perdita di una guerra, o una forte inflazione o una grave crisi economica, e le banconote sarebbero diventate carta straccia.

In effetti, la moneta cartacea era, ed è sempre stata, una moneta fiduciaria. Più che mai oggi, viviamo in un regime di circolazione fiduciaria. Come abbiamo osservato, su tutte le banconote in lire si leggeva la promessa di pagamento a vista al portatore: ciò fa pensare che qualcuno, a richiesta del portatore, assolvesse alla promessa di pagamento. Forse la Banca d'Italia? Ma, allorché ci fossimo recati allo sportello dell'Istituto, l'unico pagamento che avremmo potuto ottenere sarebbe stato il cambio con un'altra banconota, o con dei biglietti di taglio più piccolo.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, uno dopo l'altro, gli Stati hanno smesso di convertire le proprie banconote in metalli preziosi. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l'America era l'unica Nazione in cui i biglietti erano cambiabili in oro o in argento. Il 15 agosto 1971, anche il dollaro è diventata una moneta inconvertibile. Dobbiamo però riconoscere che, rispetto alle banconote della vecchia Europa, gli americani appaiono più espliciti. Sui loro dollari scrivono: THIS NOTE IS A LEGAL TENDER FOR ALL DEBTS PUBLIC AND PRIVATE (Questo biglietto è una valuta legale per tutti i debiti pubblici o privati). Non si parla di crediti del possessore, nè di convertibilità, ma solo della possibilità di utilizzo del dollaro per il pagamento di debiti fatti da chicchessia, persino dallo Stato. E, di debiti, gli USA ne hanno talmente tanti che, se tutti i possessori di dollari (eurodollari, petroldollari, narcodollari, prestiti internazionali, obbligazioni pubbliche, obbligazioni di aziende private, Junk-Bonds e così via) dovessero chiedere il rimborso dei biglietti verdi, l'intera produzione annuale del paese non basterebbe a saldare il debito. E, per oltre un anno, nessun americano potrebbe consumare nulla di quanto produce.

Dietro ai dollari è stampato il motto: IN GOD WE TRUST (noi crediamo in Dio). E' possibile che, tra breve, la scritta venga aggiornata in: IN GOD WE HOPE (noi speriamo in Dio). Sugli Euro non vi è scritto niente, solo il valore: senza alcuna spiegazione, promessa o garanzia. Scelta opportuna. Il portatore può credere ciò che vuole, e, in ogni caso, non sarà deluso.



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