I SEGRETI DEL COLLEZIONISTA
Come riconoscere un vero "fior di stampa"
di STEFANO BURCHIETTI



Certamente tutti saprete che FDS è l'acronimo di "fior di stampa", termine che identifica il massimo livello di conservazione di una banconota. Viene definita "fior di stampa" una banconota non circolata, praticamente uscita da una mazzetta di banca e giunta fino a noi senza che la circolazione la cattiva conservazione o peggio una manomissione, le abbiano causato il benché minimo segno di alterazione.
Chi colleziona cartamoneta sa bene quanto sia il valore aggiunto che deriva da una buona conservazione della banconota e ancor più da una conservazione FDS. Ma come si fa a distinguere un vero "fior di stampa" da una banconota che, restaurata alla perfezione, ne ha solo l'aspetto superficiale? Ecco una serie di semplici verifiche che chiunque può fare senza disporre di particolari attrezzature.
Prima prova:
Controllo visivo superficiale, si può effettuare lasciando la banconota nella busta trasparente che di solito viene usata per protezione. Bisogna osservare attentamente gli angoli, devono essere appuntiti non devono avere segni di arrotondamento o usura e devono essere perfettamente puliti come anche tutto il bordo dalla banconota. Non sono tollerati il minimo strappo o segno di sporcizia.
Seconda prova:
La banconota va osservata direttamente fuori dalla busta di protezione. I colori devono risultare nitidi e uniformi a volte in rilievo come anche i numeri di serie. Le banconote recenti "dal 70 in poi" sono coperte da una patina lucida, tanto che al tatto la banconota deve sembrare plastificata e scivolosa. Spesso, banconote che hanno una leggera curvatura dovuta a cattiva conservazione, vengono lavate e pressate. Questa operazione rende i colori opachi e fa scomparire lo strato lucido superficiale, Se la banconota ha subito questo processo non può essere considerata FDS.
Terza prova:
La banconota va osservata controluce, in questa maniera si evidenziano eventuali falli nella carta, piccoli fori e pieghe recuperate con piccole operazioni di restauro; a questa prova la filigrana deve risultare evidente e definita.
Quarta prova:
La banconota va osservata ponendola sul palmo della mano e portandola all'altezza degli occhi, bisogna fare in modo che la fonte di luce sia di fronte a voi. In questa posizione dovete analizzare, a piccole zone, tutta la superficie del fronte e del retro alla ricerca di eventuali lievi curvature, ondulazioni dovute alla cattiva conservazione o peggio vere e proprie pieghe celate da abili operazioni di restauro.
Quinta prova:
La quinta ed ultima prova è purtroppo di difficile effettuazione in fase di acquisto, la banconota andrebbe tenuta per qualche giorno su un piano libera senza protezione. In questa condizione la banconota riporterà  in evidenza tutte le pieghe nascoste con operazioni di stiratura.
Questi sono i test che una banconota deve superare prima di essere definita FDS. Ritengo però necessario fare delle precisazioni. La grande differenza di valore tra una banconota in buono stato ed una in FDS, rende molto vantaggioso effettuare operazioni di restauro, operazioni che diventano sempre più sofisticare e di difficile individuazione. La possibilità  di venire ingannati da evidentemente bravi restauratori ma disonesti commercianti è sempre probabile, pertanto il mio consiglio è di acquistare banconote FDS solo da persone fidate che nel caso sorga una contestazione, siano disponibili a sostituire la banconota.
Alla fine di questo breve articolo prettamente tecnico, vorrei spendere alcune parole per i giovani e per definizione squattrinati collezionisti, per voi come lo è stato per me, il FDS di una banconota rara a volte è una chimera! Bene, non trascurate mai l'aspetto storico del collezionismo: io ho sempre pensato che il possedere banconote rappresentative di un momento storico particolare, come la Repubblica Sociale o il commissariamento della Banca d'Italia, anche se in conservazione mediocre, sia comunque ricco di fascino. Pertanto studiate e poi cercate questi veri e propri documenti storici.
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Volete fare una domanda a Stefano Burchietti? Scrivete a: stefano@numismaticaonline.it

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