BANCONOTE
Tiziano, Leonardo e Manzoni non valgono un euro?
di CLAUDIO GIACCHETTI



Il recente passaggio dalla lira all'euro ha favorito, come avviene in ogni cambiamento radicale, una caccia ai documenti sepolti da anni nel fondo dei cassetti degli italiani. E molti si sono presentati in banca con tutto quello che avevano messo da parte, come un anziano operaio che da sempre lasciava una banconota dentro la sua busta-paga e ha quindi consegnato allo stupefatto cassiere un'intera collezione di cartamoneta della Repubblica.
La propensione, tutta italiana, radicata in special modo tra la popolazione di origine contadina, a conservare in casa denaro contante per le necessità  improvvise era finora confortata soprattutto dalla sicurezza di vedere sempre riconosciuto, al momento del bisogno, il valore delle banconote presentate.
Adesso però questa certezza è venuta meno perché, per la prima volta è stato dato un termine alla possibilità  di cambiare banconote fuori corso presso gli sportelli della Banca d'Italia. La legge n. 96 del 1997 definisce infatti la data di prescrizione delle banconote e dei biglietti di Stato (le vecchie 500 lire). In particolare, l'art. 3 dispone che le banconote ed i biglietti a debito dello Stato si prescrivano decorsi 10 anni dalla data di cessazione del loro corso legale, mentre, per quelli già  fuori corso legale da più di cinque anni, viene stabilito un termine di ulteriori cinque anni a partire dal 27 aprile 1997, data di entrata in vigore della legge stessa.
Questo importante provvedimento, passato in sordina e mai pubblicizzato a dovere tra il grande pubblico, ha prodotto i suoi effetti il 27 aprile scorso, quando molti biglietti sono caduti in prescrizione, perdendo perciò il loro valore facciale. Tanto per fare alcuni esempi ricordiamo le mille lire con il ritratto di Giuseppe Verdi nelle due versioni, la prima bianca e la seconda marrone, le cinquemila con Colombo ed una sola caravella e la successiva "correzione" con tutti e tre i velieri, la celeberrima diecimila con Michelangelo, la misconosciuta, e per questo oggi molto quotata, grande banconota da ventimila con l'effige di Tiziano, i due capolavori dei nostri bozzettisti ed incisori quali le prime cinquantamila con Leonardo da Vinci e le centomila con Alessandro Manzoni, che per un periodo è stata la banconota col più alto valore facciale al mondo.
Sono ormai prescritte anche emissioni più recenti come quelle degli anni 80 caratterizzate da banconote quasi monocromatiche con motivi geometrici e raffigurazioni stilizzate (le cosiddette Antonello da Messina, Machiavelli, la Venere del Botticelli) e come le 50.000 col volto di donna. Non sono più rimborsabili neanche i due biglietti da 500 lire emessi direttamente dallo Stato, che raffigurano Aretusa e Mercurio.
Si possono invece ancora cambiare presso le casse della Banca d'Italia soltanto tre banconote di vecchie emissioni che sono: le mille lire con Marco Polo (fino al 30 giugno 2005), le duemila con Galileo (fino al 15 novembre 2003) e le cinquantamila con Bernini del primo tipo col solo colore rosso (fino al 5 febbraio 2006).
Per tutte le altre banconote in lire, che erano in corso legale all'arrivo dell'euro, l'appuntamento è rimandato al 28 febbraio del 2012, dopodichè la gloriosa lira continuerà  a vivere solo tra noi collezionisti!


LOGIN
Username
Password
Home-page
Registrati ora:
è gratis!
Chi siamo
Le regole del sito
Scrivici
VENDO & COMPRO
Euro
Banconote Mondiali
Miniassegni
Monete
Cerco
AREE DEL SITO
Le quotazioni
Archivio Notizie
Gli appuntamenti
Tutti i "siti personali"
Numismatica sul web