THE MAASTRICHT PAPERMONEY BOURSE 2006
A Maastricht decollano le banconote in euro
di Claudio GIACCHETTI



VALKENBURG (Olanda) - Anche quest’anno la Paper Money Fair di Maastricht ha mantenuto la sua fama di maggior appuntamento mondiale per gli addetti al settore e collezionisti di cartamoneta. Nella pittoresca cittadina di Valkenburg, l’ultima settimana di marzo, i più importanti operatori provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento come ogni anno. Oltre agli olandesi che “giocavano” in casa, massiccia è stata la presenza dei tedeschi, degli americani e naturalmente degli operatori italiani più accreditati a livello internazionale. Oltre ai soliti habituè, abbiamo visto venditori provenienti dal Camerun, dal Madagascar, da alcuni paesi arabi e dalla Thailandia. Nel fine settimana, con l’apertura al pubblico, quest’anno agevolato dai voli low-cost facenti capo al vicino aeroporto di Eindhoven, le due sale sono state affollate da una eterogenea folla di appassionati, interessati ad ogni tipologia e valuta cartacea presentata sui tavoli. Le “mancoliste” venivano spuntate, le contrattazioni avviate alla ricerca di sostanziosi sconti, così una notevole quantità di banconote cambiava proprietario, comprese quelle portate in vendita da privati che hanno contribuito a ravvivare il mercato ed hanno probabilmente rappresentato gli affari migliori… Chi colleziona solo banconote italiane non ha trovato però molta scelta, in quanto erano presentate solo banconote abbastanza comuni e di recente emissione, anche se in conservazione perfetta. Insomma, ormai le tipologie più rare delle nostre vecchie lire stanno diventando quasi introvabili, anche se pare che sia stato “riportato a casa” un intero, rarissimo libretto di specimen delle AM-lire risalenti all’occupazione americana del nostro paese negli anni 40. Quello che ha colpito ed interessato maggiormente gli osservatori è stato però l’arrivo di numerosi collezionisti di banconote in euro, e l’offerta in molti tavoli di banconote della nuova valuta europea che presenta già delle rarità. Abbiamo chiesto ad uno dei maggiori esperti del settore come Walter Nasi, sempre presente a manifestazioni di rilievo internazionale, quali sono le serie più cercate e già difficili da reperire. “Intanto – dice Nasi - bisogna premettere che parliamo di banconote in assoluto FDS, quindi è inutile rivoltarsi le tasche e svuotare i portafogli, perché la minima imperfezione ne abbatte inesorabilmente il valore. I biglietti rari vanno identificati attraverso la lettera del numero di serie che indica la Nazione di provenienza e la prima lettera del codice seminascosto sul fronte che indica invece lo stampatore. - già abbastanza rare da trovare, con la firma Duisemberg, (il primo presidente della BCE, recentemente scomparso) il 200 e il 500 euro della Grecia (lettera Y - stampatore R Bundesdruckerey, Berlino) con offerte che arrivano rispettivamente a 350 e 1200 euro; - ancora più incredibile la valutazione del 500 Irlanda (lettera T - stampatore F Osterreischsche National Bank Vienna) che ad averne, andrebbe a ruba a 1500 euro; - il 10 euro Spagna (lettera V - stampatore G John Enschedè SEC. Print. Haarlem) costa 110 euro ed è ricercato anche in qualità SUP. - In generale cominciano ad essere ricercati e ben pagati i tagli da 50 e 100 euro – prima firma. C’è da notare che i collezionisti, vista la precedente esperienza con le difficoltà a trovare la prima firma, stanno ora cominciando a reperire anche tutti i biglietti con la nuova firma di Trichet per non restarne sprovvisti in futuro.” Molto richieste anche le varietà e gli errori che ricordiamo sono rarissimi in quanto le moderne tecnologie di produzione sempre più affinate ne abbattono drasticamente l’emissione. Infatti la gran parte degli errori reperibili sui tavoli riguardano banconote del primo ciclo di emissione quando la necessità di produrre una enorme quantità di pezzi ha di fatto abbassato le maglie dei controlli di qualità. Oltre alle “farfalle” e alle varie mancanze di passaggi di stampa e di colore, pare ci sia in giro qualche rarissimo esemplare addirittura senza numeri di serie, proveniente dal Belgio. Infine, per fare chiarezza in questo settore, la Banca Centrale tedesca ha reso note le serie vendute ufficialmente a fogli interi, che sono servite ai soliti furbi per costruire le ormai famigerate banconote “doppio numero di serie”. Eccole: 5 euro X0689…; 10 euro X1017…; 20 euro X0956…. Quindi i cosiddetti “errori” con questi numeri sono sicuramente creati ad arte in notevole quantità e non hanno alcun valore numismatico. Chiudiamo con una notazione positiva del nostro Walter Nasi: “Molti tra quanti chiedevano informazioni dettagliate sulle banconote in euro erano giovani, cosa che fa ben sperare sullo sviluppo di questo nuovo campo del collezionismo cartaceo”. Con questo augurio ci diamo tutti appuntamento a Valkenburg il 14 e 15 aprile 2007 per la 21a edizione della Maastricht Paper Money Fair.

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