IL RISULTATO DEL NOSTRO REFERENDUM
Referendum Lira/Euro Analisi dei risultati



Testa a testa dunque per molte ore l’esito del nostro referendum Lira/Euro risoltosi con un minimo vantaggio dell’euro sulla lira. Ottima la partecipazione del pubblico, oltre 100.000 voti, grazie anche alla collaborazione del TG2 e di altre importanti testate giornalistiche che hanno dato risalto alla nostra iniziativa.
A sorpresa dunque il risultato e’ stato più combattuto del previsto. La nostra sensazione in merito alla importante partecipazione a favore del ritorno della lira, suffragata anche dalle tantissime email ricevute, è che probabilmente si sia concentrato un voto di protesta sull’onda emotiva dell’attuale situazione economica.
Ecco alcune tra le motivazioni più importanti segnalate dai nostri amici: ovviamente l’aumento repentino e indiscriminato dei prezzi (la cui percezione è stata decisamente superiore rispetto a quanto abbiano indicato i dati ufficiali sull’inflazione), il mancato controllo dei prezzi da parte delle autorità, la responsabilità dell’allora governo Prodi per non aver saputo contrattare un tasso di cambio più favorevole rispetto alle altre valute nel momento in cui questo fu fissato in 1936,27.
Sulle prime due argomentazioni non possiamo che convenire con i nostri amici, senz’altro i prezzi sono aumentati e non c’e’ stato controllo, sull’ultima invece l’analisi è più complessa.
Per anni la nostra economia, nei momenti critici è stata “aiutata” con aumento del deficit e svalutazione della lira (per migliorare l’export), fino alla drammatica uscita della lira dallo SME del 92 che segnò un vero e proprio tracollo per la nostra moneta. Il risultato fu che nell’arco di poche settimane la nostra moneta si svalutò fino al 50%: il cambio lira/franco francese, che per anni si era mantenuto intorno a 200/220 lire, passò a 300, quello con la sterlina britannica da 2000 a 3000 e così via! tanto che io ricordo che nei viaggi all'estero, per essere certi di non avere problemi di cambio (molte agenzie cessarono di accettare la lira!), dovevamo portarci i dollari!
Dopo pochi anni, quando arrivò il momento di stabilire il parametro di cambio tutti i nodi sono venuti al pettine.
L’euro però a nostro avviso, ha comunque segnato un passo importantissimo per l’economia europea, un cambio epocale. Indubbiamente pesa, e anche tanto l'aumento dei prezzi, un esempio per tutti che in alcuni casi la pizza sia passata da 15.000 lire a 15 euro, fenomeno che però a nostro avviso sta subendo una lenta ma inesorabile inversione di tendenza; ma oltre questo aspetto ci sono tutti i vantaggi di avere un mercato europeo completamente libero e con la stessa moneta, senza dogane, IVA da pagare direttamente al paese d’origine degli acquisti, sistema bancario europeo che tramite IBAN consente di effettuare un bonifico all’estero in tempo reale con costi identici a quelli effettuati in Italia.
Per il piccolo imprenditore dinamico, che può basare il suo business sull’export, anche tramite internet, è come se di colpo il suo bacino di clienti si fosse allargato all’intera comunità europea aderente all’euro! Non è poco, purtroppo in molti casi la nostra economia langue perché i nostri imprenditori sono ciechi di fronte ad un cambiamento globale che nell’ultimo decennio ha stravolto il commercio mondiale e che meriterebbe un’analisi approfondita della situazione e degli scenari a tendere.
Cominciamo noi, nel nostro piccolo, a non comprare più dal fruttivendolo che ci vende l’anguria a 1 euro al Kg oppure a non andare più in pizzeria dove la margherita costa 10 euro, vedrete che tante cose torneranno a posto, purtroppo quello che ci è stato ingiustamente tolto non si recupera....
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PER VEDERE I RISULTATI DEL REFERENDUM http://www.banconote.it/referendum_le/risultati.php

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