THE MAASTRICHT PAPERMONEY BOURSE 2005 / 1
Due giorni nella "capitale" della cartamoneta
di CLAUDIO GIACCHETTI



Colleziono cartamoneta ormai da anni e dopo molteplici frequentazioni nei maggiori convegni italiani, quest'anno ho deciso di andare al "Papermoney bond & share" di Maastricht in Olanda, il più importante salone internazionale riservato a questo settore della numismatica.
Intanto bisogna dire che il luogo non è nè facilissimo nè economico da raggiungere, così lontano com'è dalle mete servite dalle compagnie aeree low-cost. La tariffa migliore (170 euro) quest'anno era offerta dalla KLM, con un volo che da Roma Fiumicino raggiunge in poco meno di due ore l'aeroporto di Schiphol ad Amsterdam dove, dalla stazione ferroviaria annessa, ogni mezz'ora partono treni per arrivare a destinazione dopo altre tre ore - il biglietto di seconda classe costa 25 euro, ma il fine settimana si viaggia in due in prima classe per meno di 40 euro - facendo attenzione però ai cambi che potranno essere due o tre a seconda dell'orario.
La cittadina di Valkemburg che ospita l'evento, a pochi chilometri da Maastricht, si trova all'estremo sud del paese, nella piccola porzione di territorio che s'incunea tra Belgio e Germania.
Per quanto riguarda la sistemazione alberghiera, la scelta è molto varia e i prezzi sono abbordabili (una camera con la formula B&B parte da circa 25 euro a persona), come pure è vasta la scelta di ristoranti dove poter mangiare a buon mercato.
Il posto è tranquillo ed ordinato ed oltre al relax, offre un rinomato impianto termale con beauty-farm, la possibilità di visitare castelli e rovine nei dintorni e per chi si sentisse particolarmente fortunato è presente anche un casinò. L'opportunità  di abbinare la partecipazione al "Papermoney bond&share" ad una breve gita con la famiglia è arricchita dalla possibilità di visitare Maastricht, la Parigi del Nord, che si raggiunge con pochi minuti di treno o in mezz'ora andare fino ad Aachen in Germania.
Ma torniamo a temi più attinenti al motivo della nostra visita: il centro nevralgico del convegno è il Park Hotel Rooding, dove risiede l'organizzazione della manifestazione e dove, durante la settimana che precede i giorni di apertura al pubblico, i più importanti operatori del settore si incontrano per combinare affari o per concludere quelli già avviati via e-mail. L'ambiente è internazionale e multietnico, i partecipanti provengono da tutte le parti del mondo, compresa l'Australia ed il Sudamerica.
Particolarmente interessante è l'avant-bourse che si svolge nelle giornate di mercoledì e giovedì, quando si svolgono gli ultimi scambi prima dell'apertura ai visitatori. Il venerdì invece tutti i commercianti preparano i tavoli nel moderno palazzo sede della manifestazione, il Polfermolen, dove non sono ammessi visitatori.
Il sabato mattina finalmente, entrando nel palazzo, si ha un colpo d'occhio impressionante: nelle due grandi sale del complesso sono distesi, sulle file di tavoli coperti dal classico panno verde, centinaia e centinaia di contenitori dove, suddivise per nazione si possono ammirare praticamente tutte le banconote emesse nel corso del tempo in tutto il mondo.
Ci sono tavoli enormi dove vengono presentate le banconote, tutte in FDS, a mazzette intere, altri più piccoli specializzati solo in esemplari di una particolare regione o paese come quello con la serie emessa durante la brevissima esistenza dello Stato della Palestina. Si può anche rovistare liberamente tra le migliaia di banconote a prezzi irrisori mescolate alla rinfusa in grosse scatole dove ci si può imbattere in esemplari di ogni colore e dimensione ed è divertente andare alla ricerca di curiosità come quelle un po' kitsch dei biglietti stampati su foglio d'oro o le banconote della Tailandia grandi e quadrate come tovaglioli.
La parte del leone la facevano ovviamente i commercianti olandesi che, giocando in casa esponevano parecchi pezzi di grande rarità sotto la protezione di bacheche trasparenti. A questi spetta però il "cucchiaio di legno" per la banconota più brutta, un 200 gulden del 1921 dal colore così smorto e dal disegno tanto banale che al confronto le nostre 20.000 lire di Tiziano sembrano un omaggio alla primavera"
Per quanto riguarda la banconota più bella, la scelta è più difficile, ma va orientata a mio avviso verso le emissioni delle colonie francesi come pure quelle algerine in dinari degli anni "60 che si caratterizzano per le ragguardevoli dimensioni.
L'offerta di banconote italiane era interessante e anche se mancavano pezzi di rilievo, le nostre vecchie lire sono state tra le più richieste dal pubblico. A volte i prezzi esposti non sembravano troppo convenienti, ma i venditori erano abbastanza propensi ad effettuare sostanziosi sconti.
Tra le valute più apprezzate dai visitatori sono da segnalare quelle europee ed in particolare le spagnole, francesi e portoghesi. Tra queste ultime spiccava la grande rarità presentata da Walter Nasi, i 500 escudos del 1922 in fior di stampa, probabilmente unico esemplare conosciuto in questa conservazione.
I nostri operatori presenti si sono distinti particolarmente, oltre al caso già citato, anche per un notevole scambio di banconote di grande qualità riferito da Frank Spinelli, sempre presente in tutte le più importanti manifestazioni internazionali, che ha rilevato la comparsa di collezionisti provenienti da paesi dell'Europa dell'Est, interessati anche alle nostre lire.
Anche Luca Quadarella, alla sua seconda esperienza a Maastricht, si è dichiarato soddisfatto degli affari conclusi per la sua collezione, dei quali però non ha voluto svelare i particolari.
Claudio Amato, dal nome che evoca spaghetti al pomodoro e basilico, viene invece da San Paolo ed è il Presidente della Sociedade Numismatica Brasileira. Sostiene che vale sempre la pena di attraversare l'Atlantico per essere presenti, anche se gli scambi più importanti sono già avviati via e-mail, ma trascorrere una settimana di incontri con gli altri operatori in un ambiente particolarmente stimolante e poter inoltre soddisfare le richieste di nuovi esemplari per i tanti collezionisti brasiliani, lo spinge a tornare ogni anno.
La giornata è così passata in fretta, appena il tempo per una salutare passeggiata all'aria aperta dove poter smaltire l'ubriacatura di immagini e colori, poi tutti di nuovo al Park Hotel Rooding per l'asta organizzata dalla First Dutch, dove sono state battute, a volte dopo strenue battaglie a colpi di rilancio, centinaia di banconote tra cui alcune antiche cartamonete del 1746 emesse dalle Regie Finanze di Torino. La domenica mattina c'è stata ancora la possibilità di una breve visita agli stands per effettuare gli ultimi acquisti prima di ripercorrere in senso inverso l'itinerario e rientrare in Italia nel tardo pomeriggio. Sarà forse vero che i veri affari vengono conclusi solo tra gli operatori del settore e che probabilmente non potranno mai più capitare le occasioni di un tempo, che i prezzi di molte banconote erano a volte superiori a quelli riportati dai cataloghi, ma il Papermoney bond & share di Maastricht è da visitare almeno una volta, per ritornare a casa con la voglia di ripartire l'anno successivo.
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Nella foto: Luca Quadarella impegnato in una trattativa per un 500 lire matrice del 1918.

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