LE TENDENZE DEL MERCATO
Il fascino discreto delle occupazioni
di LUCA QUADARELLA



Il crescente interesse per i biglietti italiani di occupazione trae linfa dall’attuale situazione di mercato delle banconote della Banca d’Italia e rende finalmente merito ad un settore fino a poco tempo fa ingiustamente trascurato dai collezionisti. La difficoltà di reperimento ed il costo oramai elevato di alcuni biglietti del Regno e della Repubblica ha senza dubbio contribuito a dirottare l’interesse del collezionista verso questa tipologia di banconote che costituiscono dei veri e propri documenti storici, un pezzo di storia di un’Italia appartenuta ai nostri padri o ai nostri nonni così drammaticamente diversa da quella attuale da rendere incredibile il fatto che sono passati solamente una manciata di anni, un soffio rispetto alla pluri-millenaria storia del nostro Paese.
Così a poco a poco, il collezionista che magari aveva iniziato timidamente con le familiari AM lire, comincia ad estendere i suoi interessi ai biglietti di occupazione in Grecia, Africa Orientale, ma contemporaneamente si appassiona e rispolvera i libri di testo di storia (che magari a scuola odiava...) propri o dei suoi figli per documentarsi; scopre di avere dimenticato che nel 1950 alla “Italietta” che ancora viveva le ferite di una guerra persa rovinosamente, veniva affidata dalle Nazioni Unite (all’epoca Società delle nazioni), per dieci anni, l’amministrazione fiduciaria della Somalia; scopre che addirittura dopo questo periodo nella Somalia di Siad Barre i biglietti erano ancora scritti in italiano e stampati a Roma; scopre il Regno d’Italia e di Albania, scopre che addirittura avevamo sotto protezione un pezzetto della lontana Cina!
Certo, l’inizio come sempre è un po’ traumatico, prendiamo ad esempio il metodico collezionista della Repubblica che, tolti un paio di noti biglietti, per trovare emozioni o perché qualcuno più esperto glielo ha raccomandato (chissà perché poi!) è costretto a cercare il “FDS ASSOLUTO”; con lo stesso spirito si avvicina ai biglietti di occupazioni restando inizialmente molto perplesso. Infatti, per il travagliato periodo in cui circolavano e per la reale rarità, la maggioranza dei biglietti è reperibile solo circolata, ma il buon senso aiuta a comprendere che non è possibile paragonare un “Manzoni” fds (per quanto raro) ad esempio ad un rarissimo biglietto da 1 rupia del 1920 (Somalia Italiana) o ad un 100 franchi oro dell’Albania emesso.
Questa giusta passione verso biglietti così affascinanti ha anche mosso bruscamente un mercato da anni sopito. I biglietti comuni sono già difficili da reperire in buona conservazione e le richieste verso i commercianti sono in forte aumento. Per quanto riguarda i biglietti di grande rarità, quei pochi disponibili sul mercato, sono andati quasi subito esauriti, io stesso ho visto alcuni collezionisti spendere l’importante cifra di 3500 euro per acquistare la rara Rupia del 1921, biglietto conosciuto solo in tre esemplari, 5000 euro per una coppia di Rodi (dai 20 a 30 esemplari conosciuti per tipo), 3000 euro per un biglietto da 100 franchi oro del 1926 non sovrastampato quasi fior di stampa, tutti biglietti che se fossero appartenuti ad una regolare emissione interna del nostro paese sarebbero stati in alcuni casi molto più rari della famosa 25 lire del 1902! Per fare altri esempi una rara serie della Cassa Mediterranea per la Grecia in SPL costa intorno a 2000 euro, una serie delle Isole Jonie in fds intorno a 800 euro, una magnifica serie dell’Africa Orientale Italiana in SPL intorno a 3000, “accontentandosi” del 1938.
Sul panorama internazionale poi, ci sono alcune tipologie che hanno mercato e interesse storico anche in altri paesi, per esempio una serie specimen della British Authority in Tripolitania (l’occupazione della Libia da parte degli inglesi dopo la capitolazione delle truppe dell’asse) è stata battuta recentemente in asta da Spink ad oltre diecimila euro; i comuni ma introvabili biglietti dell’occupazione tedesca in Lubiana (Slovenia), che in Germania hanno una quotazione almeno doppia rispetto al nostro catalogo (una serie costa intorno ai 600 euro). Negli Stati Uniti poi i rari biglietti AMC (Allied Military Currency) da 500 e 1000 lire serie 1943 (solo italiano) stampati dalla Forbes, superano abbondantemente i 1000 dollari, per non parlare poi delle serie sostituive con asterisco che vengono scambiate a prezzi elevatissimi anche in conservazioni modeste.
Ho visto con i miei occhi acquistare un 100 lire del 1943A in bb per circa 800 euro. Stesso discorso poi per le emissioni dell’AFIS (proprio l’amministrazione italiana della Somalia del 1950) che sono richiestissime oltreoceano, sia emesse che in specimen.
Il consiglio da appassionato è di affrettarsi prima di trovare solo “posti in piedi”!.


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