IL PARADISO DELLA CARTAMONETA MONDIALE
A Maastricht vanno a ruba le banconote italiane
di LUCA QUADARELLA



Il "Papermoney Bonds&Share 2004Maastricht bourse", ovvero quello che è accreditato come il più importante convegno a livello mondiale di cartamoneta, in pratica l'evento dell'anno per tutti gli appassionati del settore, si è svolto dal 23 al 25 aprile come di consueto nella cittadina di Valkenburg che dista circa 15 Km da Maastricht. Ci troviamo nel cuore dell'Europa centro settentrionale in quella lingua di terra olandese che è il crocevia tra Olanda Belgio e Germania.
Come sempre il convegno apre i battenti il venerdì pomeriggio per i soli commercianti che hanno prenotato un tavolo mentre il pubblico può accedere a partire dalle 9:30 di sabato mattina. La struttura che ospita il convegno è un moderno e attrezzato palazzo dello sport con un gran salone principale e due sale secondarie dove vengono disposti i tavoli dei commercianti in rigoroso ordine di prenotazione.
L'organizzazione del buon Jos Eijsermans è davvero di gran livello, tutto è messo a punto con precisione maniacale, tutto è previsto in largo anticipo con una lista infinita di regole da rispettare (e rispettate) sia da parte dei commercianti che dei partecipanti, la prima delle quali è che sui tavoli potrà essere disposta solo ed esclusivamente cartamoneta o al massimo certificati azionari. Questa davvero è la grande differenza di qualità rispetto ai nostri convegni principali, dove, a parte le monete, per trovare un biglietto occorre fare lo slalom tra cartoline, tappi di spumante, schede telefoniche, santini e sorprese degli ovetti Kinder!
Davvero Maastricht è il paradiso per il collezionista di cartamoneta, dove confluiscono commercianti da tutte le parti del mondo: Europa, Stati Uniti, Sud America, Australia, Asia, Medio Oriente (addirittura un iracheno!) e devo dire la professionalità e la competenza sono davvero ottime. Ovviamente ogni dealer è specializzato in un campo preciso, ovvero ognuno si ritaglia il proprio campo di specializzazione sia per quanto riguarda i paesi da trattare, ma anche per la qualità ed il valore del materiale; ci sono commercianti che vendono esclusivamente mazzette di biglietti a basso costo e altri invece che hanno pochissimo materiale, ma dal "peso specifico" molto elevato. Il materiale è suddiviso in ordine alfabetico per paese di appartenenza e sistemato nelle fatidiche cassette (i nostri album sono scarsamente utilizzati) dove è possibile puntare rapidamente alla lettera del paese a cui si è interessati.
Cosa trovare? Tutto o quasi, a patto che non si vada a Valkenburg per cercare esclusivamente cartamoneta italiana… Ormai i nostri biglietti sono ricercati non solo dai nostri commercianti (ampiamente rappresentati in sala), ma anche da tutti quelli stranieri che hanno capito come la cartamoneta italiana (al pari di quella spagnola e francese) è fonte di ottimi affari. Non posso dimenticare la battuta di un importante commerciante tedesco, che avevo già incontrato a Colonia, che alla mia richiesta ha risposto: "Italian paper money? Nothing! I buy two italian notes and i sell three!". Non solo, oramai sono tutti dotati dei cataloghi italiani e ti scrivono sulla targhetta il numero del catalogo e magari pure SPL o BB!
Le contrattazioni più interessanti a cui sono riuscito ad assistere personalmente hanno riguardato un paio di esemplari da 25 lire Banca d'Italia del 1919 con numeri consecutivi in condizioni qfds portati da Mel Steimberg e venduti intorno a 2000 euro, alcuni rari biglietti francesi ad oltre 5000 euro, un rarissimo specimen da 1 franco oro della Banca Nazionale d'Albania che ho avuto la fortuna di acquistare personalmente e una bella collezione italiana repubblica e regno tutta in FDS portata da un commerciante tedesco di cui pero' ho perso completamente le tracce sia della collezione che del proprietario.
Un dato di fatto però va sottolineato: fuori Italia è difficile trovare biglietti trattati, quantomeno non quelli comuni, e questo è senz'altro un fatto positivo. E poi in tanta abbondanza alla fine qualcosa di interessante si trova sempre, magari non il famigerato "due buoi", ma quel biglietto delle occupazioni che mancava per chiudere la collezione, o quello che non si era mai riusciti a reperire in conservazione buona. Cambia notevolmente poi il discorso per chi è appassionato anche di cartamoneta mondiale dove il problema è solo determinato dal budget a disposizione. Insomma, un'esperienza che prima o poi qualunque collezionista dovrebbe provare.
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Per contattare Luca Quadarella scrivetegli a quadarella@yahoo.it


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