L'autore dei biglietti più affascinanti della Banca d'Italia è morto il 1° dicembre a Roma

Il maestro della banconota
Ritratto di Trento Cionini

di Guido Crapanzano


 

Gli addetti ai lavori sanno bene che il punto cruciale nella realizzazione di una banconota è l’incisione della lastra, da cui verranno tratti i modelli per la stampa. Ma se l’artista crea gli unicum, l’incisore deve essere, innanzitutto, un valente artigiano, dotato di particolari doti di manipolazione strumentale, che gli consentono di riprodurre fedelmente, con il bulino, un soggetto prescelto. Seppur raramente, può accadere che un incisore non sia solamente un artigiano, ma anche un artista, e che sappia ricreare con il bulino i tratti caratteristici dell’opera d’arte. Se così è, nelle stampe ricavate delle sue incisioni, sono individuabili quegli elementi che contraddistinguono un capolavoro, come, ad esempio, la dolcezza di uno sguardo, la morbidezza di un atteggiamento, la raffinatezza dei dettagli.

L’Italia ha il privilegio di aver dato i natali a un artista della banconota, che ha saputo coniugare abilmente artigianato e arte, uno tra i maggiori incisori europei del nostro tempo: il maestro Trento Cionini.

Entrato in Banca d’Italia nel 1957, nel 1960 Cionini diventa capo incisore. Lavora e, contemporaneamente, insegna la sua arte a molti allievi, provenienti da tutto il mondo. Nel 1980 va in pensione, ma la Banca d’Italia non vuole privarsi di questo prestigioso collaboratore, che continua a operare per molti anni ancora.

 

Si devono al bulino di Cionini alcune fra le più riuscite banconote dedicate agli uomini illustri, cominciando dalle 10.000 lire del 1962, con Michelangelo, per finire alle 500.000 del 1997, con Raffaello. Altre sue memorabili incisioni hanno dato vita alle 1.000 lire con Verdi e Marco Polo, alle 2.000 con Galilei, alle 5.000 con Colombo, Antonello Da Messina e Bellini, alle 10.000 con Michelangelo e Machiavelli, alle 20.000 con Tiziano, alle 50.000 con Leonardo, alle 100.000 con Manzoni e Caravaggio.


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Il ritratto ad acquerello di Gandhi che oggi figura sulle banconote dell'India

L’abilità e il talento artistico di Cionini non sfuggono ai produttori di carte-valori di tutto il mondo. La principale azienda del settore, Giori-Thomas de la Rue, affida a lui le realizzazioni delle banconote di molti Paesi, tra cui: Cina, Germania, Argentina, Indonesia, Marocco, Brasile, Turchia, Zaire, Venezuela, Yugoslavia, Vietnam, Bangladesh, Korea, Polonia, Angola. Dal 1987, su tutti i tagli delle banconote, che circolano in India, c'è uno splendido ritratto di Ghandi, disegnato e inciso da Trento Cionini.



C'è la raffinata mano di Trento Cionini anche nei dollari canadesi e nei marchi tedeschi

Tempo fa, nella speranza d'interpretare più compiutamente le opere del "maestro della banconota", chiesi al maestro Cionini: come mai le sue banconote piacciono tanto? Qual è il segreto della riuscita dei suoi lavori? Ma, Cionini, riservato e umile come tutti i veri artisti, preferì parlare di sé con le sue opere. L’unica frase che riuscii a strappargli fu: “Il mio lavoro mi diverte”. E, infatti, fino all'ultimo, ha trascorso il suo tempo a disegnare. Mi mostrò uno splendido bozzetto per il monumento alla Lira, e il suo progetto per le eventuali nuove banconote da 1 Euro.

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Dal Vietnam al Venezuela, molte banche centrali hanno affidato al maestro Cionini le loro banconote più importanti

Così, quando ho incominciato a scrivere queste brevi note, per leggere meglio il suo lavoro, ho osservato dettagliatamente la sua ultima, e forse più affascinate, banconota da 500.000 lire. Prescindendo dal talento artistico, è evidente la cura con cui è eseguita l’incisione. Se si osserva il volto di Raffaello e le altre raffigurazioni con una lente, ci si accorge che le immagini sono costituite da tratti minuti, da piccolissimi puntini, che potrebbero sembrare anche dei retini. In termini informatici, potremmo affermare che si tratta di immagini ad altissima risoluzione.

Ed è solo l’altissima risoluzione che consente di riprodurre immagini di qualità. Grazie alle minime differenze di sfumature che contraddistinguono ognuno di quei piccolissimi punti, Cionini è stato in grado di evidenziare quei sottili e impercettibili tratti che, emergendo dall’insieme, consentono all’artista di trasmettere non solo l’immagine del personaggio, ma anche la sua anima.

La proposta di Cionini per il dollaro statunitense a colori: chissà che un giorno o l'altro...

Filippine, Messico, Colombia, Polonia: il tocco di Cionini è sempre riconoscibile